Il quarto chakra | Anahata

Il quarto chakra | Anahata

Gennaio è arrivato. E con gennaio arriva anche questo immenso desiderio di “partire con il piede giusto” mentre alziamo il bicchiere e brindiamo al nuovo anno.

La pausa festiva è breve ma molto intensa dal punto di vista emozionale. L’augurio che faccio ogni anno alle persone che amo è quello di fermarsi un attimo prendendo consapevolezza di quello che ha davanti: 365 mattine luminose e 365 sere rischiarate dalle stelle, 52 settimane colme di promesse, 12 mesi di trasformazioni, 4 stagioni di possibilità.

Un anno pieno di cose mai state. Non mi piace chiamare scelte quelle che faremo ma percorsi, percorsi dettati prevalentemente dal cuore.

Arriviamo così al quarto chakra: si chiama Anahata e significa “non colpito”. Lui ha a che fare con l’Amore, vissuto in tutte le sue sfumature: a partire dai rapporti personali fino ad arrivare alle piccole e spesso scontate decisioni quotidiane.

Simbolica è la sede in cui si trova: nello schema tradizionale dei sette chakra , Anahata è l’anello di congiunzione fra i chakra bassi e quelli alti, ed è dominato dall’elemento aria, legato a sua volta alla zona dei polmoni e della respirazione (“respiro la vita” è un mantra eccellente per Anahata).

Il suo colore è il verde: colore della tranquillità, della rinascita, della fiducia, colore che vibra in tutto il mondo vegetale, indicandone la vita, e dell’incontro fra il nostro sé interiore e la sua natura esterna. Quando Anahata è aperto e stimolato, nulla sembra toccarci negativamente, ma soprattutto di fronte ai nuovi obiettivi ci rendiamo conto serenamente di qualcosa che difficilmente prendiamo in considerazione: per dirla alla Charlie Brown: “Buoni propositi: ama l’imperfetto del tuo prossimo e di ciò che farai con l’imperfetto del tuo cuore”. Accettiamo l’imperfezione, ci perdoniamo e andiamo avanti lo stesso. Perché ne abbiamo consapevolezza e non ci importa: stiamo facendo del nostro meglio e tanto basta.

Il mio consiglio, in questo particolare momento dell’anno, è quello di non abbandonare gli Oli Essenziali degli agrumi, già citati nel nostro incontro precedente, e soprattutto di prendere in considerazione un uso “smisurato” ( mi sembra di vedere le vostre facce stupite) dell’Olio Essenziale di Mandarino, sia per le sue importanti qualità rilassanti che frenano agitazioni e ansie, sia per il suo naturale effetto sul sistema circolatorio, linfatico e digestivo, ma soprattutto per il suo profumo antico, da bucce sulla stufa, che ci riporta a casa, nel cuore. Bere una tazza di acqua tiepida in cui avremo diluito tre gocce di Olio Essenziale miscelate in un cucchiaino di miele, fa bene al nostro organismo e alla nostra parte emotiva. Stesso effetto arriva dalla cannella, che parte, come il mandarino, dal chakra precedente per arrivare a scaldare Anahata: non a caso è uno degli oli essenziali che fanno parte di un blend della Young Living molto amato, il “Christmas Spirit”. E visto che Anahata è collegato anche al nostro apparato respiratorio, un Olio Essenziale che possiamo usare per contrastare influenze e raffreddori è quello di Eucalipto: possiamo praticare suffumigi versando in una bacinella di acqua calda 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio in cui avremo miscelato 3 gocce di Olio Essenziale di eucalipto e 3 gocce di limone, dalle proprietà antibatteriche e dal magico potere di indurre pensieri luminosi, quelli che vi auguro di cuore di avere per tutto il resto dell’anno.

Simonetta Albertelli
Simonetta Albertelli
simonetta.albertelli@chiaragoodlife.com