Parlando di memoria olfattiva

Parlando di memoria olfattiva

Il profumo della casa della nonna, del quaderno appena comprato, dei pastelli sulla carta, la torta al cioccolato, l’erba appena tagliata in estate, il profumo di nostra madre quando ci abbracciava.

I profumo dell’infanzia vivono nella nostra mente assumendo le sembianze di un mondo parallelo, una memoria ancestrale legata ad un passato emotivo a cui ci rivolgiamo per far tornare alla mente momenti felici. Per gli psicologi è il  Fragrant Flashbacks”, termine con il quale spiegano l’intima relazione tra la memoria, l’olfatto e la nostra infanzia.

Fino ai cinque anni, i bambini integrano i loro ricordi attraverso il senso dell’olfatto mentre, con la crescita, la vista e l’udito acquisiscono maggiore rilevanza. L’infanzia ha un modo tutto suo di sentire e capire il mondo, dobbiamo rispettarlo, comprenderlo e non possiamo sostituirlo con quello degli adulti: i bambini devono riempire il proprio “bagaglio di esperienze” di stimoli positivi, di affetto e scoperte meravigliose.

La memoria olfattiva quindi ci porta lontano, colpisce proprio lì, diritto al cuore. Un tuffo nei ricordi che fa salire in gola la nostalgia per qualcosa che è stato e che a volte manca, una memoria emotiva e nascosta più precisa e attendibile di quella cosciente. Gli studiosi, come la dottoressa Maria Larsson, ci rivelano come in realtà il naso sia un vero e proprio “accesso fisico” al nostro mondo emotivo.

Un altro effetto della nostra capacità olfattiva, che sottovalutiamo, è che l’olfatto è legato a doppio filo con il senso del gusto. Spesso quando sentiamo l’odore del pane, o di un cibo a noi caro,  compare immediatamente l’acquolina in bocca; l’olfatto e la memoria del gusto di un cibo, che noi amiamo, sono quindi in corrispondenza biunivoca.

Il progetto “ Il Profumo di Veleia”, realizzato da un gruppo di archeologhe dell’associazione “Arti e Pensieri” insieme alla Sovrintendenza alle Belle Arti e paesaggio per la Provincia di Parma e Piacenza e all’Amministrazione Comunale di Lugagnano Val d’Arda,  oltre a voler dare visibilità al sito archeologico e connessione con le scuole del territorio, mira a riportare l’attenzione proprio su questi  temi importanti.

I bambini che hanno partecipato al progetto ricorderanno sicuramente questa importante esperienza, l’uso delle erbe aromatiche raccolte, le misture con gli oli essenziali e la fragranza prodotta insieme ai propri compagni. Un’esperienza sensoriale che legheranno al  percorso scolastico, alle loro insegnanti, al sito archeologico ed al momento di socializzazione con la propria classe, una connessione dell’odore con un ricordo e con l’emozione che li accompagna.

Parlando di esperienze personali, a me è capitata una cosa analoga utilizzando l’olio essenziale di cannella.

Mia nonna aggiungeva questa spezia preziosa nello Strudel che cucinava, in inverno, ogni sabato pomeriggio e la sua casa, durante la cottura del dolce, si inondava di quel meraviglioso profumo, misto alle mele, persistendo anche la sera.

Non ho più ripensato a questa cosa fino a quando non ho aggiunto l’olio essenziale di cannella, food supplement, all’impasto dei biscotti natalizi. Durante la cottura dei dolci la mia cucina e, piano piano, tutta la casa, sono state invase da quella fragranza, ed ecco, di colpo, è partito il ricordo… Io bimba, vicino al forno, con lo sguardo sulla teglia della torta per controllarne la cottura, aspettando che mia nonna la sfornasse… Il mio compito, che assolvevo molto seriamente a fine cottura, era quello di aggiungere lo zucchero a velo quando lo Strudel si fosse raffreddato, e poi , chiaramente, l’assaggio!!!!

Un profumo, un ricordo, un’emozione, la voglia di tornare indietro a quei momenti, anche solo per un attimo, per riabbracciare una persona che ho tanto amato. Ecco, la memoria olfattiva è tutto questo, un porta temporale che ci ricollega con la mente e col cuore ai nostri ricordi più intimi.

Non ne abbiamo coscienza, ma ogni emozione ha un odore particolare, perché produce uno specifico ormone all’interno dell’organismo e questa capacità inconscia e quasi dimenticata di abbinare odori ad emozioni, ci guida anche nei rapporti umani.

Imparare ad utilizzare questo strumento naturale per vivere più intensamente le emozioni e relazioni è sicuramente un modo per riprendere coscienza del proprio “SE” più profondo.

Come stimolare la nostra memoria olfattiva e tenerla viva?

Considerando il modo frenetico in cui viviamo, credo che l’attenzione alle nostre emozioni, ai ricordi che scaturiscono dalle nostre esperienze quotidiane, sia un buon modo per iniziare; gli oli essenziali sono sicuramente un modo per sensibilizzare e tenere in esercizio il nostro olfatto. Una goccia di olio essenziale sul cuscino, aggiunto ai Sali da bagno o alla nostra crema, in diffusione nella nostra casa; potrebbero essere questi i modi per aprire un accesso alla sfera dei nostri ricordi più intimi ed emozionanti.

Cristina Gagliardi
Cristina Gagliardi
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