Oli essenziali in cucina | Parte due
Gelato all’olio essenziale di lavanda

Oli essenziali in cucina | Parte due
Gelato all’olio essenziale di lavanda

La cucina tradizionale ha ormai lasciato spazio anche a proposte più innovative e ad abbinamenti diversi e stuzzicanti.
Gli oli essenziali, recentemente, hanno trovato una collocazione anche nella cucina professionale, sviluppando nuove tendenze ed ampliando l’utilizzo di questo prodotto naturale non solo in aromaterapia, in profumeria o per un approccio ottimale alla meditazione.
Gli oli essenziali sono famosi per i molteplici benefici al corpo e alla mente e, usarli per cucinare, è un valore aggiunto al nostro benessere quotidiano.
Essendo però sostanze naturali molto potenti e altamente concentrate, è necessario utilizzarle con alcune precauzioni:
L’utilizzo degli oli essenziali in cucina è permesso e consigliato purché si tratti di oli naturali, certificati e veramente puri al 100%
non tutti gli oli sono indicati per la cucina
– è sempre bene rispettare le dosi raccomandate
– in generale l’utilizzo degli oli essenziali è da evitare in gravidanza e allattamento, in soggetti epilettici e bambini sotto i 6 anni

Chiariti questi punti possiamo dare sfogo alla nostra creatività, evitando, almeno all’inizio, abbinamenti troppo audaci, perché non tutti gli oli si prestano all’utilizzo in cucina.
Gli oli essenziali che normalmente vengono utilizzati in cucina appartengono a 4 famiglie.

Oli essenziali provenienti da piante aromatiche (es. origano, timo, rosmarino)
Oli essenziali provenienti da agrumi (come limone, arancio dolce e amaro, mandarino, pompelmo…)
Oli essenziali provenienti da spezie (come cannella, zenzero…)
Oli essenziali provenienti da fiori (come rosa, camomilla…)

Altra caratteristica dell’olio essenziale da conoscere, per un buon abbinamento col cibo, è il rispetto delle sue peculiarità terapeutiche o delle rispettive note.
Ma cosa intendiamo per note?
La nota di un olio essenziale rappresenta la sua natura più intrinseca, la memoria intima della pianta da cui proviene, la sua capacità di agire a tre livelli:
– Nota di base – Fisico
– Nota di testa – Mentale
– Nota di cuore – emotivo

Nota di Base: la ritroviamo nelle spezie, nelle cortecce e nelle radici
Possiamo abbinarle a piatti elaborati come cotture lente o a piatti molto grassi
Nota di Testa: sono oli estratti principalmente da frutti e trovano un ottimo abbinamento con pesce, carni bianche e formaggi freschi.
Nota di Cuore: distillati dalla pianta intera o dalle parti aeree, come foglie e fiori.
Questo olio essenziale è delicata e dolce e,  come si può evincere, ha un forte impatto sull’emotività, abbinandosi molto bene con la pasticceria e alle preparazioni veloci.

Nella preparazione di un piatto, ciò che non dobbiamo mai perdere di vista è l’equilibrio dei sapori, evitando di coprire con l’olio essenziale il gusto dei vari ingredienti principali.

Come dicevo all’inizio, una delle avvertenze fondamentali è che l’olio sia assolutamente puro e certificato, non deve far parte degli oli tossici ed è meglio utilizzare un piccolo contagocce per dosarlo nella ricetta; questa raccomandazione nasce dal fatto che gli oli essenziali sono molto concentrati e basta davvero poco prodotto per dare una sferzata di gusto e aroma ai nostri piatti.
L’olio essenziale inoltre non è idrosolubile, quindi va prima diluito in un’altra sostanza, tipo Olio EVO, zucchero di canna integrale, miele, uovo ecc.
Per condire a crudo, ad esempio, misceleremo una goccia di olio essenziale all’olio extravergine di oliva e poi lo aggiungeremo al nostro piatto.
Un altro consiglio è quello di non scaldare mai l’olio essenziale ma utilizzarlo a freddo o dopo la cottura, perché col calore perde le sue proprietà.
Oltre ad essere un aiuto nella dieta, non avendo apporto calorico ma arricchendo di gusto i nostri piatti, gli oli essenziali permettono di sostituire aromi chimici e dare alle nostre preparazioni un apporto benefico, essendo derivati da piante che hanno una loro funzione specifica, come quella digestiva, antinfiammatoria, drenante ecc.

Ed ecco a voi una ricetta dedicata ad un olio essenziale che in casa non dovrebbe mancare mai:

 

Gelato all’olio essenziale di lavanda              

Ingredienti     

7,5 dl di latte, 200 g di zucchero, 4 tuorli, 2,5 dl di panna fresca, olio essenziale di lavanda (3/4 gocce) , succo di mirtilli

Preparazione

Portate al limite dell’ebollizione il latte, poi lasciatelo intiepidire. Montate i tuorli in una ciotola con lo zucchero, finché saranno chiari e spumosi, quindi incorporate il latte versandolo a filo. Unite la panna e cuocete il composto a bagnomaria a fiamma bassa, mescolando in continuazione, per circa 8-10 minuti, finché la crema velerà leggermente il cucchiaio; fate raffreddare. Unite alla crema 3-4 gocce di olio essenziale di lavanda e 1-2 cucchiai di mirtilli, versatela nella gelatiera, azionate e preparate il gelato secondo le indicazioni dell’apparecchio. Fate riposare il freezer per almeno 6 ore, poi servite il gelato con il a palline e guarnire con qualche petalo di lavanda alimentare e qualche mirtillo.

Cristina Gagliardi
Cristina Gagliardi
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