Vibrazioni di benessere

Vibrazioni di benessere

Se oggi dico “chakra” sono sicura che un buon 70% di persone sa di cosa sto parlando.
I più esperti sapranno che i punti chakra sono milioni ma che i principale sono otto, che sono collocati lungo la colonna vertebrale dal coccige alla sommità della testa e che non vanno immaginati piatti come li vediamo sui libri, ma quadrimensionali, come sfere attraverso le quali sale e scende l’energia.
Sapranno, inoltre, che chakra è un termine in sanscrito che significa ruota o vortice.
Oggi si ha una maggiore conoscenza sul tema, rispetto a venticinque anni fa quando acquistai il primo libro sull’energia avvicinandomi al sistema dei “chakra” con leggerezza e non immaginando che un giorno sarebbe diventato parte integrante del mio lavoro.
La conoscenza solida dell’argomento non ha limitato la mia curiosità che è ancora intatta nei confronti di questo sistema, del quale so di avere ancora tanto da imparare.
Se prima il mio materiale di studio erano solo i libri e l’esperienza personale, ora sono i miei clienti a fornirmi parte delle indicazioni su come devo trattare ogni disagio.

Consapevole di non potermi né volermi sostituire alla medicina tradizionale, so che posso esserle di sostegno, muovendomi all’interno di una mappa ben consolidata in quotidiana evoluzione.

I miei amici e clienti, spesso, mi prendono in giro, ad esempio quando sprono più pigri ad alzarsi dal divano per non soffocare il primo chakra o invito le donne a guardare ogni sera la luna per riconnettersi con il secondo e con il proprio ciclo lunare.
Il grande dubbio di tutti quando condivido le mie conoscenze sui chakra è la loro mancanza di una densità fisica: non si vedono dalle lastre e dalle ecografie.

In mio aiuto, durante un seminario sull’argomento, arrivò una dottoressa radiologa che con molta leggerezza fece notare ai presenti che “nemmeno i pensieri hanno una fisicità ma fanno andare avanti le nostre vite”. Avviciniamoci ai centri energetici seguendo quell’inclinazione a “guardare oltre” il tangibile, ricercando l’aspetto emotivo e spirituale al di là dell’apparenza.

Sono molti i modi con i quali si può intervenire sui chakra: io lavoro con il massaggio e il reiki , con le posizioni yoga e gli esercizi di yoga della risata , con la respirazione, i suoni, i colori e la meditazione e consigliando alcune pratiche quotidiane.

In questo spazio vi accompagnerò soprattutto nell’utilizzo degli oli essenziali che lavorano con i centri energetici in modo vibrazionale, entrando in risonanza con essi.

Durante i miei incontri li uso spesso come cartine tornasole delle mie percezioni…Mi spiego…
Attraverso le sensazioni che mi arrivano dall’ascolto durante il massaggio e/o il trattamento Reiki, ho quello che mi occorre per mettere a fuoco le necessità del cliente in quel particolare momento della vita.
Ecco, supponiamo che percepisca una carenza a livello del primo chakra – si chiama Muladhara e ne parleremo la prossima volta. Sapendo quanto le percezioni olfattive possano variare in base al momento in cui ci si trova, invito il cliente ad annusare 8 oli ognuno collegato ad un chakra; non parliamo di una sniffata e via, ma un esercizio di respirazione profonda. Ecco che, con una percentuale pari al 90%, il cliente indica l’olio essenziale di cui ha bisogno: in questo caso quello collegato a Muladhara.
Ed ora, siete pronti per partire per questo affascinante viaggio? Io vi aspetto.

Simonetta Albertelli
Master Reiki – Trainer Yoga
Operatrice olistica

Simonetta Albertelli
Simonetta Albertelli
simonetta.albertelli@chiaragoodlife.com